Economia

IOC project partners guarda al futuro: il nuovo showroom firmato Migliore Servetto racconta tre generazioni

IOC project partners guarda al futuro: il nuovo showroom firmato Migliore Servetto racconta tre generazioni

Quasi un secolo di storia, tre generazioni alla guida e una presenza consolidata tra l’Europa e gli Stati Uniti che genera un fatturato di circa 55 milioni di euro. Dalla sede Tiffany a quella del New York Times, dal building Hearst all’headquarter di Latham & Watkins, IOC project partners rappresenta un esempio di come la tradizione manifatturiera italiana possa evolvere in una realtà internazionale.

Le radici dell'azienda risalgono agli anni Trenta, in Brianza, uno dei principali distretti del mobile italiano. IOC ha costruito il proprio percorso mantenendo al centro una cultura del progetto che oggi si traduce nella realizzazione di workspace contemporanei per il mercato globale: pareti divisorie evolute, postazioni operative e direzionali, aree lounge e soluzioni bespoke progettate per ambienti di lavoro sempre più flessibili e orientati al benessere delle persone.
La svolta arriva nel 1992 con la fondazione di IOC International Office Concept da parte di Marcello Pepori e Angelo Meroni. Da specialista dell'arredo per ufficio, l'azienda evolve progressivamente in partner progettuale per studi di architettura, general contractor e grandi aziende, seguendo l'intera filiera: progettazione, produzione, logistica e installazione.

Oggi la crescita è sostenuta dall'ingresso della terza generazione. Martina Pepori guida le attività direzionali e operative della sede italiana, mentre Luca Pepori è responsabile dello sviluppo della controllata statunitense, rafforzando la presenza del gruppo in un mercato strategico.
«Il mercato americano è, (dopo 22 anni dal primo progetto: gli uffici del The New York Times) il più importante in assoluto - ricorda Luca Pepori - sia per quanto riguarda il volume d’affari sia per il prestigio dei clienti che serviamo su tutto il territorio, dalla California all’East Coast. IOC project partners presidia questo mercato con IOC USA INC., la nostra controllata con sede a New York e con uffici satellite a Chicago, Miami e Los Angeles. Con questa presenza garantiamo un supporto “chiavi in mano”, dalle prime fasi di progettazione all’ingegnerizzazione della richiesta, alla produzione, alla consegna e al montaggio in loco. L’arte del saper fare e l’esperienza della famiglia, che oramai si avviano verso la quarta generazione dopo quasi cento anni di storia, danno la possibilità di lavorare con una mentalità artiginale su prodotti e sistemi completamente speciali sfruttando una capacità produttiva industriale Made in Italy».

Un passaggio generazionale che si accompagna anche a una nuova espressione identitaria del brand, che si riflette nel nuovo IOC studio, progettato da Migliore+Servetto.
«Oggi l’ufficio si trasforma in un terzo spazio dedicato all'incontro e alla relazione, superando la dimensione della produzione e del mero strumento tecnologico - raccontano  Ico Migliore e Mara Servetto - cofondatori dello studio Migliore+Servetto - Quello che abbiamo creato per IOC è quindi uno spazio-manifesto, un viaggio trasformativo all’interno dell’azienda, dove la memoria e l'archivio si fondono con le nuove visioni contemporanee e la costante ricerca sulla qualità degli spazi di lavoro». In un contesto in cui l'ufficio è sempre meno luogo esclusivamente operativo e sempre più spazio di relazione e cultura aziendale, IOC si afferma grazie anche ad un approccio integrato che combina design, tecnologia, ingegnerizzazione e capacità produttiva, al fianco del committente in un dialogo vivace che mette al centro il know-how dell’azienda. Un modello supportato da tre stabilimenti tutti in Brianza, dove si sviluppa l’intero ciclo produttivo
Le collaborazioni con designer e studi internazionali come Sergio Castiglia, Bartoli Design, Carlo Colombo, Emmanuel Gallina, Gensler e Raffaella Mangiarotti hanno contribuito a definire un linguaggio riconosciuto anche da importanti premi internazionali, tra cui GOOD DESIGN Award, Architizer A+Awards e NYC×DESIGN Awards. Oggi il portfolio dell'azienda comprende realizzazioni per headquarter e sedi corporate in città come New York, Chicago, Los Angeles, Washington, Londra, Milano e Francoforte. Progetti che confermano la capacità di esportare nel mondo una visione del workplace che unisce e valorizza competenza industriale, cultura del design e qualità Made in Italy.

23 luglio 2026, 12:32 - Aggiornata il 23 luglio 2026 , 12:32

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