Dalla distribuzione quantistica delle chiavi crittografiche ai micro-data center di prossimità, fino alla possibilità di trasformare la fibra ottica in un sensore diffuso per il monitoraggio del territorio, utile per prevenire eventi sismici e simili. Sono questi alcuni dei risultati dei progetti che hanno preso parte al programma RESTART – Research and Innovation on Future Telecommunications Systems and Networks, presentati il 23 luglio nel corso dell’evento dedicato alla chiusura della fase di rendicontazione, ospitato presso la sede di Open Fiber.
RESTART, il più importante programma pubblico di ricerca e sviluppo realizzato in Italia nel settore delle telecomunicazioni, è finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU nell’ambito del PNRR. Il programma ha avuto una dotazione complessiva di 116 milioni di euro e ha riunito università, enti pubblici di ricerca, fondazioni e imprese. I partner, inizialmente 27, sono diventati 135 grazie ai bandi a cascata, mentre le attività di ricerca si sono articolate in 32 progetti, di cui 14 strutturali e 18 focalizzati su tecnologie e applicazioni specifiche. Cruciale il ruolo della fibra ottica, come infrastruttura sempre più strategica per il futuro. Open Fiber ha così preso parte a tre progetti strutturali e tre progetti focused, con un budget di 1,75 milioni di euro destinato alle attività di ricerca, alle sperimentazioni, al personale e alla diffusione dei risultati. I sei progetti hanno prodotto complessivamente 22 demo e proof of concept, realizzati per verificare sul campo la fattibilità e il funzionamento delle soluzioni sviluppate, oltre a 25 pubblicazioni tra paper scientifici e articoli.
«RESTART ci ha consentito di portare la ricerca dentro la rete e di verificare sul campo come un’infrastruttura realizzata per trasportare dati possa diventare una piattaforma per nuovi servizi», ha dichiarato Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di Open Fiber. «Cybersecurity quantistica, edge computing, intelligenza artificiale, monitoraggio del territorio e smart grid sono ambiti nei quali la fibra può generare ulteriore valore industriale ed economico. La sfida che si apre con la chiusura della fase di rendicontazione è accompagnare le soluzioni più promettenti verso applicazioni scalabili, capaci di migliorare l’efficienza delle infrastrutture, ridurre i costi operativi e creare nuove opportunità di mercato».
23 lug 2026 | 13:48