S’era detto che il segmento tra una pausa nazionali e l’altra avrebbe rivelato verità definitive sulle rose delle squadre, visto che chi gioca le coppe doveva andare in campo ogni tre giorni per un totale di 9 partite. Ebbene, a una gara dalla fine del ciclo la fatica del periodo è testimoniata non solo dal primato della Lazio (15 punti, 5 vittorie in 5 gare) impegnata solo in A, ma anche dalle performance di Genoa e Bologna, che con 12 punti affiancano l’Inter e delle «europee» restano dietro al solo Como (13). Oggi la Lazio punta all’en plein che ne confermerebbe l’allungo, ma senza Zaccagni che è stato fin qui un uomo chiave.
La Lazio affronta un Napoli ai minimi termini fisici, perché con l’Atalanta è il club più flagellato dagli infortuni, e devastato da antipatie intestine che i recenti rovesci hanno portato alla luce. Viste le assenze la panchina è piena di ragazzi? Dal 70’ in poi meglio loro che corrono di un titolare che non sta più in piedi.
L’inaccettabile prestazione europea del Milan ha fatto dire ad Amorim «forse ho sbagliato anch’io qualcosa». Gli diamo un’idea: i due giorni di riposo concessi dopo il derby. Un premio che ha smentito la giusta postura di considerare la vittoria sull’Inter importante ma «normale» e ha interrotto per 48 ore, troppe, un circuito mentale in funzione. Okay, sbagliano pure gli allenatori: poi però devono riscattarsi, e il Genoa di oggi non è il rivale ideale per farlo.
L’Inter ha tamponato il crac del derby con la vittoria di Rotterdam, se batte ancora il Como riprende la velocità di crociera. Ma la parola chiave è «ancora», perché le freccette di Fabregas vanno ogni volta più vicine al bersaglio. Partitona.
Nella stagione in cui segnano tutti come playstation — il guadagno dopo 10 giornate è di 92 gol, una follia — l’attacco della Juve è il 14° della serie A: 13 gol, uno in meno del 2025. Qualche dato (sempre su 10 gare): la Roma è a +16, la Lazio +11, il Como e la Fiorentina +6, il Milan +4. Nelle ultime uscite si son fatti finalmente vivi Alajbegovic e Kolo Muani. Era ora.