Economia

Moncler, il fatturato sale del 5% a 1,29 miliardi. Ruffini: resilienti nonostante il contesto

Moncler, il fatturato sale del 5% a 1,29 miliardi. Ruffini: resilienti nonostante il contesto

Risultati solidi e una visione precisa di crescita di lungo periodo. Moncler ha archiviato la prima metà dell’anno con numeri in crescita nonostante un contesto macroeconomico che il presidente esecutivo Remo Ruffini definisce «complesso e difficile da prevedere». Il gruppo guidato dal primo aprile scorso da Leo Rongone, ha chiuso il semestre con un fatturato in salita del 5% (9% a tassi costanti) raggiungendo 1,29 miliardi. L’Ebit è salito a 245,4 milioni, con un margine del 19%, in aumento rispetto al 18,3% del 2025 e il risultato netto raggiunge 164,7 milioni.

Entrando nel dettaglio, le vendite del marchio Moncler sono cresciute del 5% raggiungendo 1,089 miliardi, mentre Stone Island , del 7% a 200,3 milioni. Nel secondo trimestre il gruppo ha registrato 409,3 milioni di ricavi (+5%), con entrambi i marchi in progresso. A spingere le vendite è stata soprattutto l’Asia, principale motore della crescita: Moncler ha segnato un +13%, con Cina e Corea in forte espansione mentre Stone Island ha persino fatto meglio (+15%). Il canale Direct-to-Consumer resta il pilastro della strategia del gruppo con Moncler che ha guadagnato il 6% mentre Stone Island il 10%.
Oltre ai conti, è di ieri anche l’annuncio di Alexandre Arnault che ha rassegnato le proprie dimissioni dal consiglio «a causa di impegni professionali, con effetto dal 22 luglio 2026», sostituito, per cooptazione, da Sidney Toledan mentre Geoffroy van Raemdonck ha lasciato il board per proseguire stabilmente nel ruolo di ceo di Exemplar Luxury Group.

Guardando alla seconda metà dell’anno, Moncler punta a rafforzare le tre dimensioni del brand – Grenoble, Collection e Genius – con l’obiettivo di essere rilevante «ben oltre la stagione di riferimento» si legge in una nota. Stone Island proseguirà nel percorso di ampliamento delle categorie core e nel potenziamento della rete distributiva, con un approccio omnicanale selettivo e centrato sul consumatore. «Ciò che rende il nostro gruppo resiliente non è solo la capacità di reagire tempestivamente, ma anche la coerenza con la nostra identità e il legame con le community con cui dialoghiamo» ha aggiunto Ruffini. «L’attenzione è ora rivolta a un ulteriore salto di qualità nell’esecuzione — ha evidenziato Rongone aprendo la sua prima call con gli analisti —, assicurandoci che ciascuna di queste priorità si traduca in risultati concreti e costanti nel tempo».

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