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Il 22mo emendamento vieta a Trump la rielezione per un terzo mandato

Il 22mo emendamento vieta a Trump la rielezione per un terzo mandato

   Donald Trump ha evocato varie volte l'ipotesi di candidarsi nuovamente, tra il serio e il faceto, come ieri sera alla cena dei corrispondenti. Ma gli esperti di diritto costituzionale hanno ripetutamente richiamato l'attenzione sul 22mo emendamento, secondo cui "nessuno può essere eletto alla carica di presidente per più di due mandati".

    In passato però il tycoon ha detto che ci sono dei "metodi" per raggiungere questo obiettivo e durante un incontro nello studio ovale con Volodymyr Zelensky lo scorso agosto disse anche che una guerra futura potrebbe significare "niente più elezioni".

    Tra i metodi potrebbe esserci un emendamento alla costituzione, già proposto da alcuni deputati repubblicani, ma richiederebbe il sostegno di due terzi della Camera e del Senato. Oppure una convention costituzionale, che può essere convocata dal Congresso su richiesta di due terzi delle legislature statali (attualmente 34 Stati su 50). Questa procedura non è mai stata utilizzata. Una volta proposto, l'emendamento deve essere ratificato con una delle due modalità scelte dal Congresso: dalle legislature di tre quarti degli Stati (oggi 38 Stati su 50); oppure da convention di ratifica convocate in tre quarti degli Stati (questa modalità è stata usata una sola volta, per il 21mo emendamento, che abolì il proibizionismo).

    Lo stesso Todd Blanche, durante la sua audizione per la conferma a ministro della Giustizia, ha detto esplicitamente che Trump non è rieleggibile per un terzo mandato. Il 22mo emendamento, proposto nel 1947 e ratificato dal Congresso nel 1951, fu introdotto soprattutto come risposta ai quattro mandati consecutivi di Franklin D. Roosevelt, che ruppe la tradizione inaugurata da George Washington di limitarsi a due mandati.

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