Cultura

Addio a Mary de Rachewiltz, poetessa e figlia di Ezra Pound. Aveva 101 anni

Addio a Mary de Rachewiltz, poetessa e figlia di Ezra Pound. Aveva 101 anni

Da pochissimo, il 9 luglio, aveva superato il traguardo dei 101 anni: è scomparsa ieri a Merano (Bolzano), quasi attraversando il Novecento, Mary de Rachewiltz. Poetessa, saggista, memorialista, figlia di uno dei grandissimi della poesia, l’americano Ezra Pound. Traduttrice di tanti autori anglo-americani, de Rachewiltz aveva tradotto in italiano anche i versi di quel padre illustre, in particolare i suoi Cantos: «Non era facile mettersi alla prova sulla sua poesia, ma le cose facili generalmente non sono interessanti… — aveva raccontato a Marzio Breda sul “Corriere”, intervistata in occasione dei suoi cent’anni —. E poi, per un certo periodo, ho avuto lui a darmi una mano. All’inizio, quando mi esortò a tradurlo, avevo solo 14 anni e mi esercitavo sotto la sua guida».

Figlia di Pound (1885-1972) e della violinista americana Olga Rudge, Mary era nata a Bressanone (Bolzano) nel 1925. Subito affidata a una coppia di montanari di Gais, era cresciuta in Val Pusteria fino a che, adolescente, aveva preso a seguire i genitori durante i loro soggiorni italiani a Firenze, Venezia, Rapallo, formandosi a contatto con un ambiente cosmopolita e culturalmente vivace. Imparando le lingue (scriveva in inglese, italiano, tedesco, francese), studiando. Aveva poi sposato il principe italo-russo, ed egittologo, Boris de Rachewiltz, stabilendosi con lui e i loro due figli Siegfried e Patrizia nel castello di Brunneburg, in Val Passiria.

Lì, per i suoi cent’anni, nel 2025 si erano radunati studiosi da tutto il mondo, riuniti nel nome di Pound, e il Palais Manning Museum di Merano le aveva dedicato una mostra, Mary’s dream. Portrait of a Lady, raccontando e ricostruendo il suo lungo percorso culturale: contatti, studi, pubblicazioni.
Di tramandare e difendere la memoria del padre e la sua difficile eredità Mary de Rachewiltz si era fatta un punto d’onore, durato tutta la vita.

Seguendolo fino alla morte nel 1972, a Venezia, e, dopo, non smettendo mai di chiarire, parlare, distinguere: «Ho tentato di decodificare e far capire i suoi versi, di interpretare il suo percorso creativo e, insomma, di andar oltre i fraintendimenti spiegando ciò che davvero pensava e perché…», aveva detto. Aggiungendo: «Ho contraddetto gente che diceva cretinate, sperando che di lui si potesse finalmente discutere in modo aperto e serio». Poetessa lei stessa, le sue poesie italiane (edite da Scheiwiller e Raffaelli) sono riunite in Processo in verso, a cura di Massimo Bacigalupo (Bertoni). Alessandro Rivali nel 2018 le ha dedicato un libro intervista, Ho cercato di scrivere Paradiso (Mondadori). Della sua infanzia, e di suo padre, aveva raccontato in Discrezioni (Rusconi, poi Lindau). 

25 lug 2026 | 10:18

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