Slitta ancora la fusione tra Paramount e Warner. La corte federale della California ha approvato venerdì la richiesta di Paramount Skydance di rinviare la fusione con Warner Brothers Discovery (WBD) dal 30 settembre prossimo al primo giugno 2027. La ragione? Contro la fusione da 110 miliardi di dollari, cui il governo statunitense aveva dato il via libera a giugno, si sono opposti i procuratori di 12 stati americani per i potenziali rischi di violazione delle norme sulla concorrenza.
Secondo i sostenitori della causa, il colosso nato dalla fusione controllerebbe il 27% della distribuzione cinematografica, il 30% dei blockbuster e il 27% dei canali televisivi via cavo. La battaglia è anche politica posto che gli Stati ad opporsi all’operazione sono a guida democratica (Arizona, California, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington) e la fusione è sostenuta dall’amministrazione Trump, che ha approvato il maxi accordo il 12 giugno scorso senza imporre alcuna modifica. La coalizione degli stati, guidata dalla California, aveva già ottenuto una misura cautelare lunedì che bloccava la fusione per 28 giorni. Appena due giorni prima che l'Unione europea concedesse invece un'approvazione condizionata alla fusione.
La giudice Araceli Martínez-Olguín ha ora formalizzato l'accordo stipulato dalle parti: Paramount non potrà completare l'acquisizione di Warner Bros né integrarne le operazioni prima del 1° giugno 2027 oppure entro cinque giorni dalla risoluzione della causa. Il processo di merito sulla concorrenza andrà quindi avanti. Paramount ha infatti scelto di non ricorrere in appello contro l'ordinanza di stop della scorsa settimana, accelerando invece il processo nel merito. La strada verso una delle più grandi fusioni della storia recente nel settore dei media appare tutta in salita.