L’imbarcazione «non ha alcun legame con Israele, il Regno Unito o gli Stati Uniti». È il messaggio che il comandante di una nave mercantile ha inviato via mail agli Houthi, i ribelli yemeniti, per chiedere la conferma di «un passaggio sicuro» attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, la «porta delle lacrime», che collega il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano con il Mar Rosso. Lo stretto è un passaggio obbligato per ogni nave che transita attraverso Suez per andare dall'Europa all’Asia e viceversa.
A ricostruire il sistema di scambi via mail, attraverso cui gli Houthi autorizzano le navi a transitare attraverso lo Stretto, è il Wall Street Journal. Gli Houthi, che controllano ampie zone dello Yemen, hanno dichiarato un blocco marittimo contro l’Arabia Saudita all’inizio di quest’anno. Da allora, secondo quanto riportato dal giornale, alcune navi avrebbero contattato il gruppo prima di attraversare il Mar Rosso per assicurarsi un passaggio sicuro. In una email, ripresa dal Wall Street Journal, i ribelli yemeniti alleati di Teheran, nel dare il via libera alla richiesta di una portacontainer cinese, scrivono: «Speriamo che stiate bene. Siamo lieti che comprendiate i criteri che definiscono le navi soggette al divieto», aggiungendo: «Vi invitiamo inoltre ad iscrivervi al nostro servizio di avvisi via e-mail per ricevere le ultime notizie e gli aggiornamenti».
Secondo quanto ricostruito dal quotidiano americano, che cita testimonianze di diversi marinai, gli Houthi in genere rispondono alle richieste delle imbarcazioni entro 24 ore. Le richieste vengono inviate almeno due giorni prima dell’ingresso in acque yemenite. I comandanti delle imbarcazioni devono indicare i dati della nave e la rotta e certificare di non aver alcun legame con i Paesi ritenuti «nemici» dai ribelli, come Israele, Stati Uniti e Regno Unito.
A gestire il meccanismo è il «Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie», istituito dagli Houthi nel 2024 per gestire le richieste delle compagnie di navigazione e comunicare le restrizioni e le sanzioni imposte dai ribelli al trasporto marittimo. In teoria, le navi che non hanno alcun collegamento con gli Stati Uniti, il Regno Unito o Israele possono attraversare l’area sotto il controllo dei ribelli senza dover chiedere l’autorizzazione. Ma dopo che a luglio 2026 la milizia filo-iraniana ha annunciato il blocco marittimo dell'Arabia Saudita, molte compagnie hanno iniziato a chiedere garanzie prima di riprendere il passaggio attraverso il Mar Rosso.
Gli Houthi hanno chiesto all’Arabia Saudita un pagamento di 51 miliardi di dollari come condizione per giungere a una tregua, dopo che Riad aveva preso contatti con i ribelli per provare a raggiungere una soluzione negoziata. I ribelli sostengono che questa somma è necessaria a coprire i costi di anni di attacchi sauditi e di un prolungato blocco. Inoltre, gli Houthi pretendono che i sauditi riconoscano il loro movimento come legittimo governo dello Yemen. A settembre la milizia ha preso il controllo di Mocha, una città portuale dello Yemen, e di Bab el Mandeb, che si trova 80 chilometri a sud della città. Il governo yemenita, con il sostegno dell’Arabia Saudita, ha lanciato una controffensiva per riprendere il controllo dell’area. E gli Houthi, in risposta, hanno iniziato a colpire le infrastrutture saudite, in particolare quelle petrolifere.
Nonostante l’instabilità di quell’area, i dati di monitoraggio di Lloyd's List Intelligence sullo stretto di Bab el-Mandeb, aggiornati a fine ottobre, mostrano una crescita costante dei transiti attraverso lo stretto. I transiti di navi portacontainer per auto e camion attraverso lo Stretto di Bab el Mandeb hanno raggiunto il livello più alto dalla fine del 2023 nel terzo trimestre, con un totale di 144 viaggi. L’aumento del traffico è dovuto quasi esclusivamente alle imbarcazioni cinesi. Per assicurarsi il via libera Pechino ha accettato negoziare con gli Houthi che hanno il controllo di quell’area, pur non riconoscendone formalmente la sovranità.
7 novembre 2026, 14:05 - Aggiornata il 7 novembre 2026 , 14:06