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Sinner-Cahill, è finita: «Darren incredibile parte del mio viaggio». Norman nuovo coach, ora è ufficiale: «Non vedo l'ora, mi sento privilegiato»

Sinner-Cahill, è finita: «Darren incredibile parte del mio viaggio». Norman nuovo coach, ora è ufficiale: «Non vedo l'ora, mi sento privilegiato»

Il comunicato, ma anche un video di due minuti condiviso da entrambi i profili social, con le immagini dei trionfi ma anche quelle girate con gli smartphone e rimaste nascoste dei viaggi, delle cene, delle partite a golf. 

La collaborazione tra Jannik Sinner e Darren Cahill, iniziata il 17 giugno 2022, si chiude dopo quattro anni e mezzo in cui sono arrivati la conquista della prima posizione del ranking Atp, cinque titoli dello Slam, due Atp Finals, due Coppe Davis, il filotto di Masters 1000 chiuso al Foro Italico, dove un italiano non vinceva da 50 anni.

Quattro anni e mezzo in cui Sinner da potenziale campione è arrivato a essere una star planetaria, ma in cui non sono mancati i momenti di difficoltà come i mesi della sospensione per il caso Clostebol, in cui Cahill si è messo davanti al suo «protetto», facendogli quasi da padre aggiuntivo.

Ufficiale anche l’ingresso di Magnus Norman al fianco di Simone Vagnozzi dal prossimo mese, con dicembre che sarà il mese in cui Sinner preparerà la nuova stagione e, a meno di ripensamenti, tornerà anche a giocare una partita, a Riad nel Six Kings Slam dal 27 al 30 dicembre.

«Darren, quando abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2022, ero solo un giovane ragazzo italiano magro con tante domande — le parole di Sinner nel video —. Non mi hai mai dato tutte le risposte. Mi hai aiutato a trovarle da solo. Sei arrivato come uno dei miei allenatori. Molto presto sei diventato molto di più. Qualcuno di cui potermi fidare, qualcuno su cui poter contare, un amico. Melbourne, il primo Slam, il numero uno, Wimbledon, potrei continuare. Ne abbiamo passate tante insieme».

Un’avventura, quella di Cahill al fianco di Sinner, che si sarebbe potuta già chiudere l’anno scorso, ma il legame è stato talmente forte da decidere di proseguire ancora un anno: «In qualche modo non riuscivo a liberarmi di te, ma i trofei non sono ciò che ricorderò di più. È tutto quello che c’è intorno. Le lunghe ore sui campi di allenamento, i voli, le cene, le risate. Anche i giorni in cui tutto sembrava pesante, tu sei stato lì per tutto questo. Sapevo sempre di essere in buone mani, non solo io, chiunque viaggi con noi, tutti dietro le quinte. Con te eravamo più di una squadra. Mi hai insegnato così tanto. Il tennis è importante, ma non è tutto; che essere un buon giocatore inizia con l’essere una buona persona, e che le cose complicate possono essere semplici».

Cahill si riavvicinerà alla sua famiglia, un desiderio già espresso in passato e che ora il supercoach australiano realizzerà: «Spero di averti insegnato qualcosa anch’io, come tirare una pallina da golf — scherza Jannik, che lo ha avuto al suo fianco anche in queste settimane di lavoro a Montecarlo —. Mi mancherà guardarmi intorno dopo un punto importante e vederti nel mio box: questa stagione non è finita come volevamo, ma questo non cambia quello che abbiamo fatto o cosa significano questi anni per me. Alla tua famiglia, grazie per aver condiviso Darren con noi. So cosa vi viene chiesto, non lo do per scontato. Gran parte di ciò che sono, come giocatore e come persona, lo devo a te. Cinque stagioni. Non dimenticherò un solo giorno. Grazie di tutto, amico mio, è stato un privilegio».

E dopo le parole di Sinner sono arrivate anche quelle del coach che rimarrà nel team con Norman, Simone Vagnozzi: «Grazie per tutto, amico mio. Sono stati 5 anni fantastici, pieni di soddisfazione e successo, ma anche di rispetto e amicizia. Con te al mio fianco, sono diventato un allenatore migliore. So che questo non è un addio, perché saremo sempre una famiglia, una famiglia ovunque, tranne che su un campo da golf. Ti auguro il meglio per tutto ciò che ti aspetta». Da oggi inizia una nuova era, ma quella precedente è stata storia. 

E dopo le parole di Sinner e di Vagnozzi sono arrivate anche quelle del successore dell'australiano, Magnus Norman, che da dicembre seguirà Jannik. «Innanzitutto, nutro un enorme rispetto per il lavoro che Darren Cahill e tutto il team hanno svolto con Jannik nel corso degli anni. Hanno fatto un lavoro straordinario e mi sento privilegiato di avere l'opportunità di dare continuità a quanto hanno costruito. Jannik è ovviamente già uno dei migliori giocatori al mondo, ma ciò che mi entusiasma di più sono la sua personalità e la sua mentalità. È ancora giovane, molto umile e incredibilmente desideroso di imparare e migliorarsi, nonostante tutto quello che ha già raggiunto. È questo, secondo me, a rendere così stimolante lavorare con lui. Non vedo l'ora di entrare a far parte del suo team e di contribuire, in qualsiasi modo possibile, alla sua continua crescita».

6 novembre 2026, 10:20 - Aggiornata il 6 novembre 2026 , 15:58

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