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Magnus Norman, chi è lo svedese che allenerà Sinner: da coach ha vinto 3 Slam, potenzierà il rovescio

Magnus Norman, chi è lo svedese che allenerà Sinner: da coach ha vinto 3 Slam, potenzierà il rovescio

Milano 1998, Roma 2000. Magnus Norman, il prescelto da Jannik Sinner per affiancare Simone Vagnozzi dal 2027, ha splendidi ricordi dell’Italia. Nel 1998, al Forum di Assago, vinse la Coppa Davis nella drammatica finale contro l’Italia ed era l’avversario di Andrea Gaudenzi quando l’attuale presidente Atp fu costretto al ritiro sul 6-6 al quinto set per un infortunio alla spalla; due anni dopo, invece, avrebbe conquistato il suo unico Masters 1000 al Foro Italico, battendo in finale Guga Kuerten. La sua storia con l’Italia con tutta probabilità ripartirà da Sinner.

Nato a Filipstad il 30 maggio 1976, Norman ha conosciuto il circuito da entrambe le prospettive. Prima di diventare uno degli allenatori più stimati del panorama internazionale, è stato un tennista di alto livello: nel 2000, dopo la finale al Roland Garros persa sempre contro Guga Kuerten, raggiunse il best ranking da numero 2 del mondo, ma nel suo palmarès figurano anche 12 titoli Atp in singolare e, appunto, la Coppa Davis vinta con la Svezia nel 1998, pochi mesi dopo un intervento al cuore per risolvere un’aritmia.

La prima parte della sua carriera si interruppe a soli 28 anni, nel 2004, per via dei tanti problemi fisici, ma Norman ha subito voltato pagina, iniziando la sua avventura da coach.

Dopo le prime esperienze, tra cui quella con il connazionale Thomas Johansson, il suo nome si è legato soprattutto a Robin Soderling e Stan Wawrinka: con il primo ha contribuito alla crescita di un giocatore capace di raggiungere due finali consecutive al Roland Garros, nel 2009 e nel 2010, superando agli ottavi Rafael Nadal nell’edizione del 2009 e diventando uno dei pochi a riuscirci sulla terra parigina.

La consacrazione definitiva è arrivata però con Wawrinka: il rapporto con lo svizzero, iniziato nel 2013 e proseguito per diverse stagioni, ha prodotto tre titoli del Grande Slam in tre anni. Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e Us Open 2016, con Stan the Man (che proprio questa settimana sta chiudendo la sua carriera a Basilea) capace di battere campioni del calibro di Nadal e Novak Djokovic, dimostrando di poter competere e vincere contro i migliori anche nei palcoscenici più importanti.

Giocatori diversi, modelli diversi: con Wawrinka ha lavorato per esaltare un tennis aggressivo, fondato sulla potenza del rovescio e sulla capacità di prendere in mano gli scambi.

Un approccio che potrebbe offrire spunti interessanti anche per Sinner, già dotato di un’identità tecnica precisa e alla ricerca di nuovi margini di crescita per continuare a competere ai massimi livelli, soprattutto sulla terra, la superficie dove quest’anno aveva trionfato a Montecarlo, Madrid e Roma prima del crollo contro Cerundolo al Roland Garros, il torneo che resta ancora tabù per Jannik, in procinto di perdere la vetta del ranking.

Norman è inoltre cofondatore della Good to Great Tennis Academy, in Svezia, insieme agli ex professionisti Mikael Tillstrom e Nicklas Kulti: un progetto che riflette la sua attenzione per la formazione e per il lavoro quotidiano, oltre che per la gestione dei dettagli che fanno la differenza nel tennis d’élite.

Il probabile arrivo nello staff di Sinner, come accaduto con Cahill, non significherebbe ripartire da zero, ma inserire una nuova competenza in un gruppo che ha già portato l’azzurro ai vertici mondiali: Vagnozzi garantirebbe continuità sul piano tecnico, mentre Norman porterebbe l’esperienza maturata accanto a campioni capaci di vincere le partite più pesanti. Da Darren a Magnus, per restare al top.

27 ott 2026 | 15:06

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